Qual’è la storia dei tarocchi e della cartomanzia?

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La storia dei tarocchi si perde nel tempo, divenendo essa stessa – così come ciò di cui narra – misteriosa e intrigante.
Non si può stabilire con certezza l’origine di queste carte: per alcuni compaiono con I Ching già nel X secolo prima di Cristo, per altri in Messico intorno al 1300, In Europa nel 1100 o in Egitto intorno al 1300..

Ciascuna cultura rivendica in un modo o nell’altro la gestazione di quest’arte divinatoria che è andata sviluppandosi principalmente nel tardo medioevo e nel rinascimento, nelle corti dell’Italia settentronale – cui i più antichi mazzi di tarocchi appartengono.

Per alcuni i Tarocchi non appaiono che come un gioco, per altri invece assumono quelle caratteristiche esoteriche che la loro stessa storia suggerisce, nel loro rappresentare in un luogo o nell’altro della terra le divinità, il loro volere o il loro potere o, per alcuni, il Destino – già scritto e manifesto o plasmabile ma prevedibile.

Numerosi studi e ricerche si sono sviluppati tra il 1700 e il 1800, volti per lo più a comprendere le simbologie sottese ai due mazzi che compongono le carte. Il primo – degli Arcani maggiori (o anche “trionfi”), composto da 22 figure – si riporta ad una iconografia cristiana, rappresentando figure quali l’Angelo, la Forza, la Giustizia.. e svolge il compito di indicare quali particolari situazioni di vita descritte da simboli universali; il secondo – composto da 56 figure, gli Arcani minori – consiste in tradizionali carte da gioco, capaci di definire i responsi introducendo caratteri particolari agli stessi.

L’uno e l’altro si son composti insieme in tempi diversi. Alcuni, riguardo ai tarocchi possono mostrarsi scettici, ma rimane tuttavia innegabile il carattere rasente il magico che – se non per fede – per retaggio storico tale arte assume, ancor oggi tramandata nel nostro paese, come in molti altri.

Nei giorni d’oggi, la cartomanzia viene esercitata da professioniste al telefono che risolvono i quesiti dei consultanti in diretta.